Mental Training: il segreto
del successo
Nasce dallo sport, ma è una tecnica che può portare ad ottenere grandi
risultati anche nella via di tutti i giorni: si chiama Mental
Training ed insegna a mantenere l'attenzione, avere autostima, a
pianificare gli obiettivi e mantenere l'autocontrollo nelle situazioni di
stress.
Abbiamo detto che il Mental Training nasce dallo sport (pare che
Alberto Tomba sia stato uno dei primi ad avere nel suo staff un preparatore
di Mental Training) ed è impiegato per ottimizzare le capacità dell'atleta,
ma anche a farlo crescere dal punto di vista umano. Per mantenere ritmi di
allenamento costante, per affrontare infortuni, sacrifici, ma anche successo
e fama, è necessaria un buon equilibrio interiore, soprattutto negli atleti
più giovani.
Ma il Mental Training è stato applicato anche nei corsi di
formazione aziendale: insegna ad esempio ad imparare a rivivere le
sensazioni di appagamento provate nei momenti di successo e ad utilizzare
come incentivo e "carica" per affrontare nuove sfide.
Tra uno sportivo e un manager ci sono infatti molte più analogie di
quanto non possa sembrare a prima vista: entrambi devono fare
dell'autostima e della leaderschip i loro punti i forza. Ma la preparazione
mentale non è riservata a chi ha raggiunto i vertici della propria carriera,
ma può essere impiegata anche dagli studenti per imparare le tecniche di
concentrazione, per riconoscerle proprie inclinazioni e trovare le giuste
motivazioni alle loro scelte.
Ma proviamo a vedere nel dettaglio alcune fasi del Mental Training.
La concentrazione.
E' la capacità di "fare il vuoto" prima di un evento importante. Lo vediamo
negli atleti prima di una gara o di una esibizione ed è molto importante per
raccogliere davvero tute le energie concentrarle in ciò che stiamo facendo,
che sia un esame, un colloquio, una presentazione…
Potenziamento dell'autostima
Inutile dirlo, nessuno crederà in noi se non siamo noi i primi ad aver
fiducia nelle nostre capacità. Naturalmente è importante anche saper
scindere il nostro senso di sicurezza dai risultati che effettivamente
vengono o meno raggiunti. Dobbiamo avere fiducia nel nostro valore anche se
possiamo commettere degli errori.
Individuazione degli obiettivi
Per raggiungere dei risultati, come in ogni allenamento che si rispetti, non
si può procedere a caso, ma bisogna pianificare il lavoro e i tempi
necessari per raggiungere degli obiettivi specifici.
Visualizzazione
Per affrontare meglio le situazioni importanti, gli insegnanti di Mental
training consigliano di visualizzarle prima in ogni loro singolo dettaglio.
Come lo sportivo prima di una gara ripercorre con la mente tutto il percorso
che deve compiere in modo da aumentare la concentrazione e rendere
automatico ogni movimento che deve compiere, così anche chi deve affrontare
un esame o deve tenere una conferenza, può "allenarsi" mentalmente non solo
ripetendo il proprio discorso, ma anche cercando di visualizzare le persone
che avrà di fronte e l'ambiente dove si troverà.
Rilassamento e gestione dello stress
Inutile dire che l'agitazione non aiuta certo il raggiungimento di un buon
risultato, quindi prima di una "gara" sia sportiva che "mentale" è
necessario imparare a controllare il proprio corpo gestendo la tensione
muscolare e gli stati d'ansia, magari con tecniche yoga o ginnastiche dolci
che si basano su tecniche di respirazione.
Self-talk
Non che ci si debba mettere a parlare da soli (anche se sicuramente
riusciremmo ad ottenere l'attenzione del nostro interlocutore!), ma
ripetersi delle parole-stimolo, brevi mantra, tipo: "sono forte", "ce la
farò", "non mollare" ecc. aiuta a mantenere la concentrazione, a non farsi
prendere dal panico e ad autoincoraggiarsi. Inoltre sono molto utili nei
momenti di forte tensione, come nelle discussioni con i colleghi o con il
proprio superiore: alzare la voce e perdere il controllo è sempre
controproducente, mantenere i nervi saldi e spiegare le proprie ragioni con
calma ascetica, anche se magari alla fine non ci farà ottenere ciò che
vogliamo, avrà sicuramente un effetto "spiazzante" su chi ci sta di fronte!
In
ogni caso, per chi volesse saperne di più, è disponibile un libro di Mario
Furlan intitolato
"Risveglia il campione che è in te!" un vero e
proprio manuale di Mental Training da applicare alla vita di tutti i giorni.
I
|
Si è sempre detto che
gli uomini
davanti ad una bella donna perdono la testa… ma tutti pensavamo fosse
soltanto un modo di dire,
fino a quando un gruppo di ricercatori del Massachusetts General Hospital ha
studiato le reazioni di un gruppo di ragazzi di fronte ad immagini di volti
attraenti.
E' risultato che la vista di una bella ragazza turba il cervello maschile
come una droga o il piacere di una
vincita al gioco.
I ricercatori infatti hanno misurato le risposte di diverse aree del
cervello e hanno notato che un viso femminile accende le stesse strutture
nervose che vengono attivate anche da alcol, droga e aspettativa di una
vincita.
Una delle strutture nervose più coinvolte è l'accumbens, dalla cui attività
nascono sensazioni di "rinforzo" che amplificano la soddisfazione stessa.
Sono sensazioni generate in pratica dall'aspettativa di un piacere o di una
gratificazione. Infatti l'accumbens entra in funzione non soltanto a
posteriori, ma anticipa il senso di piacere e di gratificazione legato
all'aspettativa di assumere alcol o droghe.
Ma allora un bel volto fa impazzire il cervel lo come una droga? Forse il
discorso è un po' differente: è più corretto dire che la vista di un bel
volto dà origine ad una specie di "cortocircuito" per cui l'accumbens entra
in funzione creandosi, magari anche solo a livello inconscio, l'aspettativa
che dopo la "vista" possa seguire un piacere più appagante… come dire: la
speranza è l'ultima a morire!
Dimmi cosa mi regali, ti dirò
chi sei
I
regali
tra fidanzati sono
classici: fiori, cuoricini, anellini, ciondoli e, da qualche anno, anche le
edizioni tascabili del Kamasutra. Ma che cosa c'è "dietro" ? Quale è,
secondo la tradizione il loro vero significato?
L'anello
La sua forma circolare simboleggia l'infinito, la continuità nel
tempo e quindi il messaggio è chiaro: "ti amerò per sempre". Inutile
ricordare quindi che indica fedeltà e vincolo, un legame
comunque accettato liberamente. Secondo la tradizione celtica era un
mezzo di riconoscimento, come se indicasse "ti ho riconosciuto tra mille
come il mio principe".
Ci sono poi alcune varianti: un anello d'oro indica fedeltà, il
corallo indica passione, le pietre dure come la giada indicano invece la
conferma di un cammino insieme.
Il cigno
Che sia di peluche, d'argento o di cristallo, il cigno ha un unico
significato: "ti desidero da impazzire"
Simboleggia, la
bellezza, la grazia e la luce. Nella mitologia greca Zeus si trasforma in
cigno per conquistare la bella Leda.
Il cigno che muore cantando è diventato il simbolo del desiderio
erotico che si placa, quindi muore, solo attraverso l'unione fisica. Il
canto è una dichiarazione d'amore.
La collana
Ha un significato molto simile all'anello. E' il simbolo della
schiavitù amorosa e indica "io ti appartengo". Può essere di diversi
materiali: di perle indica resa incondizionata, in lapislazzuli complicità,
in corallo passione, in oro sentimenti stabili e forti, in argento
romanticismo e tenerezza.
La scarpetta
E' tra i più originali, sulla scia della scarpetta di Cenerentola, e
vuol dire: "Sei l'uomo giusto per me". Nel Medioevo la scarpa era simbolo
nuziale (e sessuale) e lo sposo la infilava alla sposa in sostituzione
dell'anello. Come regalare una scarpetta? A parte i tradizionali ciondoli e
cristalli, ce ne sono di molto carine di cioccolato e, se vogliamo essere
spiritosi, "valgono" anche le pantofolone di pelo della forma che preferite
|